giovedì 12 gennaio 2017

New soul

Te lo ripeto spesso. Ti dico non ti preoccupare, io ti proteggeró sempre.
Te lo dico e lo ripeto anche a me stessa come per rassicurarmi. Che non ti faró restare male, che cercheró di essere in ascolto il più possibile. Che saró una buona madre. Diversa da certi modelli che proprio non mi vanno giù.
Lo so che tu tutte queste emozioni e pensieri li senti. So che tu sai. 
Dentro di me continuo a ripetermi che se ti sentirai amata sarai sempre forte. Se ti proteggeró dal brutto sarai sempre forte e non cadrai mai. Se vedrai l'amore fra me e tuo padre, lo vivrai anche tu a tua volta. Un amore grande e puro. 
Ti ho desiderato così tanto. E ora vorrei solo un mondo come piace a me per te. Non sono se ci riuscirò, ma ti prometto, mio tesoro, che io per te lotterò sempre. 

martedì 3 gennaio 2017

Io non so

Io non so come sarà. Penso e mi ripeto che sarà duro, solo per preparami. Ma poi, a queste cose non ci si prepara mai abbastanza, penso.
Non so come sarai tu. Se avrai gli occhi grandi e aperti come i miei. O due fessure lunghe, un po' asiatiche, come tuo padre. Se sarai rosso mal pelo come lui o scura come me.
Non so se sarai buona. Non so se dormirai serena e tranquilla. Non so quanto piangerai.  Non so se avrai queste strabenedette coliche di cui tutti parlano.
Non so neanche quale sarà il tuo odore. Penso sia la cosa che mi intriga di piú. Piú forse della forma del tuo viso. 
So solo che ti stiamo aspettando con ansia e trepidazione. So che tuo padre é pazzo di te prima ancora di conoscerti, che ti continua a dire "aspetta a nascere, voglio ancora coccolarti un po' da dentro la pancia". So anche che saró io il genitore severo, non lui - strano a dirsi. 
So che abbiamo great expectations. Per te, per noi. Ti vogliamo far crescere nell'amore. Nella comprensione. Nel dialogo. Vogliamo essere quello che i nostri genitori non sono stati per noi. Ti vogliamo far vedere un mondo diverso. Ma esisterà? Faremo bene? 
Non so, io non so. Quello che so é che mi hai cambiato la vita ancora prima di venire al mondo. So che non torno indietro. Né voglio farlo. So che l'amore salva il mondo e tu me l'hai provato. Ma deve essere vero, sincero.
E questo é difficile da trovare. da sapersi.

martedì 25 ottobre 2016

Fra sogno e realtà


La sera prima di sposarmi, prima di salutare mia madre davanti alla porta dell'ascensore del suo hotel, le ho chiesto "ma ti saresti mai immaginata che io un giorno mi sarei potuta sposare?". E lei, che é sempre molto pura e sincera, mi ha risposto con aria innocente "no, mai". 
Non lo avrei immaginato mai neanche io. Ma poi ho incontrato lui e tutto é cambiato. 
Il nostro é un amore giovane, ma forte. E' poco tradizionale; é fatto di un misto di sogno e di realtà. Il mio lui ha saputo entrare con un salto a piedi pari nel mio mondo poco conosciuto ai molti. Si é accomodato completamente a suo agio fra le pieghe del mio carattere e le mie contraddizioni. Ha deciso di vivere una vita fatta di coccole e valori. 
Gliene sono grata. Questo è l'aggettivo che mi  sono ripetuta per tutto quel giorno e anche nelle settimane successive al nostro sí. 
Gliene sono grata perché oggi non é facile trovare una persona che accetti di fare un pezzo di strada con te. Spesso in condizioni non facili e a volte anche contrastanti. Love is sacred, glielo dico sempre. Sí, é vero. E ti cambia completamente la vita. La travolge, la sconvolge, la cambia. Solo in meglio, peró.

mercoledì 6 luglio 2016

La mano sulla spalla

Il mondo qui é cambiato. Mi sono svegliata alle quattro del mattino di dieci giorni fa e non ho trovato lo stesso mondo di tre ore prima, quando mi ero addormentata. 
Ora viviamo in un mondo fatto di nebbia spessa, che quella della Pianura Padana gli fa un baffo. Non sappiamo cosa succederà. Lavoriamo peró tanto. Siamo stanchi. Siamo distrutti. La sera io crollo ovunque. Anche sulla sedia se potessi (e forse é per questo che abbiamo smesso di usare il tavolo per mangiare e ci accampiamo io e te sul divano). 
Penso che me lo ricorderó a vita questo momento. Te ne parleró. Te lo racconteró.  Tu me ne chiederai davanti al minestrone della sera. Nella cucina calda, come al solito di sentimenti, e con la luce gialla che avremo (la troveró una luce gialla per la nostra cucina).
Ti racconteró l'incertezza perenne. La stanchezza costante. La paura a volte di fare sentire il mio accento. Perché sai, io in francese, riesco quasi a nasconderlo, ma non in inglese. Sono ancora un'estranea. Una straniera.
Ti racconteró la pesantezza del cuore. I preparativi di un matrimonio infiniti, quando io poi penso sotto sotto "ma tutto questo per poter passare la mia vita con quest'uomo che amo e con cui desidero diventare una cosa sola?".
Ti racconteró anche della presa di coscienza di questi giorni difficili. Quando ho capito che io non sono come loro e loro sono diversi e io non voglio essere parte di quell'insieme mai piú. E voglio proteggere te da tutto questo. Perché io non ho potuto scegliere, ma io lo posso fare per te. Te l'ho promesso questo, nel nostro patto segreto o forse nei nostri patti segreti sotto i cieli di Londra e altrove. Ti ho detto "io ci saró sempre" per proteggerti. E' quello che voglio. Per te solo amore e cose belle, ti ho detto. Quelle brutte, te le addolcisco io, forse solo con le parole. 
Poi oggi camminavo per Saint James Park, mentre tornavo da un incontro di lavoro. C'era il sole, faceva quasi caldo. E mi sono sentita benissimo. Mi sono sentita sí stanca, sí affaticata, ma stavo benissimo. C'eravamo io e te e tanto amore. E ho pensato alla tenerezza che ho provato di fronte al mio certificato di nascita stamani, quando ho letto di quella bambina nata alle 7.10 e chiamata Francesca. Me la sono vista davanti quella bambina. Piccola, che sguscia via e viene al mondo. Che piange nella completa incoscienza di quello che sarà la sua vita. 
Ed ho sentito la solita mano che sento in questi momenti. Una mano che dall'alto mi prende e mi stringe la spalla. Per dirmi, tranquilla va tutto in ordine. Tranquilla, tutto si aggiusta. Tranquilla, io veglio su di te. Io gli ho fatto l'occhiolino a quella mano e ci ho appogiato la mia sopra. 
Il bene trionfa sempre. Te lo diró presto. 
Fai il bene e lo riceverai. Sii riconoscente sempre. Sii grato.
E la vita ti darà tesori. 
Come te. 

giovedì 16 giugno 2016

La prima volta che ci siamo visti

Un giorno ti racconteró come é stata la prima volta che ci siamo visti. 
Ti diró di quella sorpresa che non mi aspettavo. 
Di quelle lacrime improvvise e di quella mano che si é posata sulla mia per rassicurarmi. 
Ti racconteró di quella musica un po' house che i nostri cuori impazziti suonavano nella stanza quasi buia.
Ti diró anche del suo sguardo, muto per lo stupore, incredulo.  Ti diró dell'amore che ho visto in quegli occhi. Occhi di giovane uomo, a volte cocciuto, ma spesso dolce e comprensivo.
Ti diró che tu eri bellissimo - tu probabilmente dirai lo stesso di me. 
La vita con te mi ha dato tutto. 
Oggi ho sentito di essere grata. Ora, crolli pure la città. Con te ho vissuto tutta la mia vita in un secondo.
Grazie. Già da ora.

giovedì 2 giugno 2016

Bordeaux-Tolosa andata e ritorno.

Non ho visto tristezza nei tuoi occhi. 
Ho visto determinazione. Ho visto "scusa, non ho tempo da perdere, fammi andare, ho il mondo da scoprire. Ho già lasciato troppa vita passare". 
Ho visto rassegnazione. Ma come darti torto? La vita non é stata gentile con te. Anzi. A volte si é proprio accanita. Molto piú che ingiustamente.
Ho visto un po' dei fantasmi del passato nei tuoi occhi. 
Ma ho visto anche la forza di ricacciarli via. E che forza ci vuole. Questo lo sappiamo entrambe. 
Ho visto una purezza quasi infantile nei tuoi occhi. Come quella che ho visto a momenti solo negli occhi di mia nipote. I bambini sono puri. Trasparenti. Cosí, ho visto i tuoi occhi. 
Io ero ailleurs. Scusami, ma da un po' non sono piú io. Il mio cervello é stato affittato a qualcun'altro. In un secondo sono stata rapita da un pensiero ossessivo. Non esisto piú io. 
Torneró. Promesso. Perché poi la vita razionalizza. Trasforma. Crea priorità. 
Ho visto anche tanta voglia di conoscere di piú, di scoprire, di investigare. 
Non sei piú una giovane studentessa. Sei una donna in carriera, mia cara. E hai carte per vincere nelle tue mani. Hai chilometri per distanziare tout le monde. Nessuno ti puó superare. 
E il compagno di viaggio secondo me non é lontano. Io l'ho visto seduto sul tuo salotto. L'ho visto mangiare al tuo tavolo con te. L'ho visto dormire nel tuo letto dai sonni profondi e riassestanti. 
Io ci vedo poco. Con gli occhiali. Ma col cuore, ci vedo benissimo.

ça fait longtemps que je t'aime

Ero di pessimo umore. Avevo una paura nera. 
Ero sola. Non sapevo cosa aspettarmi e ti ho detto di non preoccuparti, di restare al lavoro. 
Gli inglesi non ci sanno fare ti ho detto. Capiscono poco. 
Ho visto quasi niente. Non mi hanno fatto vedere. Forse per proteggermi. Dal vuoto.
Solo alla fine ho visto un po' di piú. E sono rimasta incantata.
C'era un mondo in quelle immagini. Un mondo di puntini.
Non mi hanno detto grandi cose. Anzi, mi hanno rispedita al mittente con i miei soliti dubbi in testa. 
Eppure, io quel vuoto pieno un po' l'ho visto. L'ho intravisto. Il mio mondo di puntini.
Le lacrime sono cristalizzate sotto gli occhi. Non escono. Hanno paura di farsi male. 
Ma contemplano tutto questo in silenzio. 
E in silenzio le parole dalla mia testa vanno lontano. 
Questo é quello che conta. 
Rappelle-toi toujours: ça fait longtemps que je t'aime.