giovedì 18 agosto 2011

Just looking

E' come se stessi solo dando uno sguardo. Uno sguardo sulla mia vita, un assaggio del futuro, un ricordo nostalgico del passato, la ricerca della stabilità. La mia vita é come un negozio, non sono obbligata a comprare, ma devo comunque consumare qualcosa, i minuti, le ore, le emozioni, i sentimenti, le delusioni, l'affetto e l'amore. L'amore, che strana cosa, che sfugge, ma lascia il segno. I miei amori, passati, sfioriti, nascosti ma non dimenticati, sono sulla mia pelle, sono come quei segni rossi con cui ti svegli ogni tanto dopo una lunga notte, che restano per qualche ora, per poi sparire. Sono segno delle speranze riposte spesso in persone sbagliate, errori e fraintendimenti, problemi di messa a fuoco. I miei amori sono un insieme di pelli toccate, di labbra sfiorate, di primi baci tanto attesi, di emozioni deluse, di addii difficili, nonostante siano voluti e cercati. I miei amori sono un album di foto, che ritrae abbracci e sorrisi sfioriti, da guardare per ricordarsi i propri sbagli, come memento. Un album che dice di me che ho vissuto, cercato, afferrato forse per brevi momenti quello che io definisco amore. Peccato che in quell'album manchi una foto, la più importante. Tu sei stato cosi' perfetto che non ho avuto bisogno di una prova fisica della tua esistenza. Tu hai scavato la tua nicchia nel mio cuore e non ne sei uscito più. Sei entrato li' dentro dicendomi "do' uno sguardo" e sei rimasto dentro. Cosi' come me nel negozio della mia vita. Because you are just looking, nothing else.

martedì 16 agosto 2011

Una strana giornata

Una strana giornata, fatta di emozioni, belle e nuove e tristezze. Nello stesso giorno capire che qualcuno di molto importante non puo' più avere la stessa importanza perché il tempo passa e le persone cambiano. Siamo state cosi' vicine, cosi' inseparabili e ora di colpo siamo lontane, anni luce. Io con la mia valigia sono andata lontano, tu sei rimasta dov'eri anni fa. Questa é la vita, ancora una volta, ci dà e ci toglie.

E poi nel mio cammino si affacciano ancora nuove persone, nuovi passati, nuove emozioni e pensieri da condividere. Questi sono i momenti in cui capisco che non si vive poi cosi' inconsapevolmente, ma si prende coscienza della vita giorno dopo giorno, passo dopo passo.

lunedì 15 agosto 2011

A perfect day

Tutto é stato perfetto. Il cielo blu, con qualche nuvola bianca. La compagnia e quella strana sensazione di avere quasi una casa, mentre insieme cucinavamo e ridevamo. La corsa al supermercato perché Sainsbury ci aveva dimenticati e non avevamo niente da mangiare. Il sorriso sulle labbra, il vino che colorava le guance e faceva cadere tutte le rimostranze e la timidezza. Una giornata passata a ridere, a mostrare chi sono veramente, ad aprire la mia anima agli altri. E per concludere quella lunga passeggiata in un quartiere dove ho vissuto due settimane senza conoscerlo, fra i grattacieli della City, alti, imponenti e trasparenti, che risplendono il sole, circondati da l'acqua, stranamente pulita, del Tamigi. Mescolanza di lingue, di parole dette in inglese, francese, spagnolo, tedesco e iraniano. Sensazione di vivere una situazione eccezionale, di fare parte di quella gioventù europea che traina il cambiamento, che credo nell'integrazione e nella mescolanza. Gioventù adulta, ma che resta giovane nel cuore e nello spirito, nella realizzazione dei propri sogni, desideri ed ideali, gioventù che sente che gli anni passano, ma che cerca di succhiare, gustare tutto il sapore del cambimento e le scoperte della vita, che non finiscono mai e sorprendono sempre. E poi un messaggio, un sentimento svelato, i paletti che cadono, l'accettazione dei miei sentimenti e delle mie emozioni e la voglia di far capire a chi mi é vicino che volere bene é qualcosa di più che bello, di cui non bisogna vergognarsi, ma piuttosto andarne fieri. Con tutto questo nel cuore e sulla pelle mi sono addormentata, ho saputo finalmente dormire e rilassarmi. Perché per amare gli altri, bisogna prima di tutto accettare di essere amati e coccolati. Amore e coccole, lontane e vicine, amici scoperti e sempre presenti, affetti lontani e vicini, legami familiari forti come quelle corde che ieri nel porto di Canary Wharf tenevano ferme le navi, agitate dal vento. La vita é questo, lasciarsi andare, accettare l'amore e il bene, svelare le proprie emozioni, farsi involontariamente coccolare da una giornata di puro bonheur.

giovedì 11 agosto 2011

Stanchezza mentale e fisica

Non dormo. Ci provo, ma mi sveglio, stanca, esausta. E cerco di capire le ragioni.


Non dormo perché mi manchi e pensare a te mi fa sentire che sei meno lontano. Non dormo perché ho l'ansia da prestazione, al lavoro, perché mi sento sempre inadeguata. Non dormo perché sono stanca, di queste sfide che lancio a me stessa, di questo esilio, forzato e voluto. Non dormo perché mi condanno per i miei sbagli passati e non riesco a farne tesoro. Non dormo perché penso che mi sto perdendo i tuoi anni migliori e ho paura che quando sarai grande non ti ricorderai di me e non vedrai tutto il bene che ti voglio. Non dormo perché non riesco a perdonarti e so che quando non ci sarai più sarà troppo tardi. Non dormo perché mi snervi con la tua perseveranza nel condannarti ad una vita infelice, lasciando da parte i tuoi desideri e io vorrei essere uno di quelli. Non dormo perché so che hai bisogno di me e ti senti sola, ma io sono lontana, lontanissima. Non dormo perché vorrei fare finalmente quello che mi piace, trovare il coraggio, mollare tutto, le convenzioni, i si deve fare cosi'. Non dormo perché sono viva, perché ho un cuore che batte e un cervello che pensa. Non dormo perché tutte le mie scelte sono sempre le più razionali, le più intelligenti e le meno volute. Non dormo perché vorrei cancellare finalmente il passato e guardare al futuro. Non dormo perché ancora una volta mi sono rialzata, ma ho le ginocchia sbucciate che bruciano. Non dormo, avrei bisogno delle tue braccia per farlo. Ma loro, sono lontane, fisicamente e mentalmente.

lunedì 8 agosto 2011

Giorni difficili

Ore nella metro o nel Tubo, come lo chiamano qui. Notti insonni, sveglie antelucane, con aerei che volano in camera. Letti che in realtà non sono altro che un materasso per terra. Sensazione costante e perenne di essere inadeguata. Ex che non accettano di essere ex. Non ex che vorresti fare diventare ex e che lotti a tenerli chiusi nell'armadio. Colleghi compiacenti e interessanti, ma pur sempre colleghi. Parole dette e non capite. Parole ascoltate e tanto meno capite. Pioggia, sole e vento nello stesso giorno. Attese lunghissime e corse mozzafiato. Insalate comprate e non riscaldate, piatti caldi insapori e raffreddati, thé amari, che di più amari non ce n'é. Noia e rabbia mescolate da lasciare l'amaro in bocca e nel cuore. Sogni di pace e letti di piume. Pensieri sbagliati e fuori posto, come mangiare un gelato a gennaio. Ma forse a gennaio i giorni difficili saranno finiti.

domenica 7 agosto 2011

London Bridge

Ho dovuto aspettare prima di scrivere perché per certe cose ci vuole tempo, per digerirle. E' stato tutto perfetto, per una volta. Per una volta mi sono sentita bene, a mio agio, nonostante tutto sia incredibilmente nuovo. Mi sono sentita grande, forse per la prima volta, non a parole ma nei fatti. Ho sentito che potevo fare le mie scelte, che potevo non dipendere da nessuno né tantomeno dal giudizio altrui. Ho sentito sulle mie spalle il peso della responsabilità e l'accettazione della vita, anche delle follie che si possono fare nella vita. Ho capito che non é un gioco, ma una scelta. La scelta di ricominciare tutto, in un paese nuovo, con una lingua nuova e una cultura da scoprire. Lasciando da parte i pregiudizi miei e i giudizi degli altri, le convenzioni imposte, le regole per vivere meglio che fanno vivere male, i cosiddetti paletti che ho fissato con tanta forza nel mio giardino mentale. E cosi' mi sono divertita e mi sono sentita vivere. E ogni tanto, fa bene!

martedì 2 agosto 2011

Ti lascio andare

Ogni volta cerco di nasconderti, di farti sparire. Ma tu sei sempre li', non mi abbandoni mai. Quando mi sento stanca, debole, sfiduciata, tu appari sulla scena, quasi a ricordarmi i miei sbagli. Ti devo lasciare andare via, ti devo cacciare dalla mia vita per vivere bene o almeno vivere. Tu ora avrai un'altra missione, non avrai piu' tempo per me, cosi' come non lo hai avuto in questi ultimi lunghissimi anni. Lasciami andare, non mi trattenere, ecco cosa ti vorrei dire. Ma in realtà sono io che ti tengo stretto, non riesco a mollare la presa. Sono anni che cerco di cancellarti, mento a me stessa e poi ti vengo a cercare di nuovo. Stavolta devo essere forte. Mi devo togliere la gioia di condividere con te il momento più importante della tua vita. Lo devo fare e perdonami per questo. Ma quello che per te é una grande gioia, per me é un taglio netto, é la fine di un'illusione durata anni. Mi hai aiutato in questi anni, quell'illusione mi ha fatto sperare che ci fosse un domani, per noi, per me, anche senza di te. Si trattava solo di aspettare. Ora questa gioia immensa toglie l'attesa, la vanificata, prende tutto lo spazio disponibile. E davanti al miracolo della vita e dell'amore, io mi devo tirare indietro, ancora una volta. Forse fra tanti anni ci sarà ancora un caffé di sfuggita da prendere, un aereo che mi porta lontano, forse ci saranno presentazioni da fare, forse ti dovro' chiedere scusa per la mia assenza, per la mia non partecipazione a questa gioia assoluta. Forse mi giudicherai come un'egoista. Ti dico solo che ti pensero', a dicembre quando diventerai padre, e poi negli anni che verranno. Ti pensero' cosi' come ti voglio bene. Perché il bene o l'amore, ormai non importa piu' cosa sia, restano. Ti staro' vicina, a mio modo. Mi mancherai, mi sei già mancato e mi manchi ogni giorno. Ma la mia porta non sarà mai chiusa, ma solo socchiusa.
Con me hai saputo essere eccezionale. Lo sarai anche con lui o con lei, ne sono sicura. Una volta mi hai detto che ti ho idealizzato. Io non ti ho idealizzato, ti ho solo lasciato guardare dentro il mio cuore.