Io sono dentro e loro fuori. Io li guardo, loro no. Loro protestano, io subisco, nella completa inconsapevolezza. Loro lottano, io ho smesso di lottare. Loro sono vestiti normalmente, io non ho un capello fuori posto. Li vedo con i loro cartelli, semplici, su cui hanno scritto poche parole, come libertà, rispetto dei diritti umani, aiuto. Io di quelle parole mi riempio la bocca, le sento pronunciare tante volte durante il giorno, ma non riesco a farle mie. Fanno parte del mio bagaglio di ideali, che quotidianamente abbandono da qualche parte. Perché é più comodo forse stare seduti dietro una scrivania e dentro un ufficio caldo. Perché nella vita dopo un po' ci si stanca di essere idealisti e di lottare. Perché la vita é ingiusta e tutto cambia se nasci da una parte o dall'altra del mondo. Perché ogni giorno i miei problemi mi sembrano egoisticamente sempre più grandi di quelli degli altri. Perché i miei problemi non sono niente rispetto a quelli di chi é lontano dal proprio paese e vorrebbe tornarci. Loro sono pochi, ma le loro urla risuonano forte. Le mie urla sono silenziose, nessuno le sente e forse é giusto cosi'. Io sono dall'altra parte del vetro, il destino ha voluto cosi' e io non ho avuto la forza di cambiare, almeno per ora. Forse un giorno anche io saro' da quella parte, perché questa linea che ci separa é piuù che sottile. E' quasi invisibile.
martedì 5 maggio 2009
giovedì 23 aprile 2009
La confusione fuori e dentro
Se dovessi scegliere una parola per indicare questo periodo, sceglierei confusione. Io e la confusione siamo sempre state amiche, non ci siamo mai abbandonate, ma ora é particolarmente forte. Sono confusa dentro di me, mi sento come un cieco che arranca. Sono confusa all'esterno, confondo colori, vivo in un disordine estremo e anche se cerco di mettere ordine non ci riesco. Ho cosi' capito cosa significa unire il disordine mentale a quello materiale.
Ma soprattutto vivo nell'attesa, nell'attesa di qualcosa che mi riempia. Perché ora mi sento svuotata. Sento i miei organi vuoti, il mio cervello solo nella cassa cranica, il cuore che si affanna perché non ha un progetto.
Mi ripeto che é un periodo, lo avevo previsto. Ne avevo anche stimato la pesantezza. Anche se esco, io sono con me stessa e con la mia confusione. Io finalmente non so dove andare, cosa fare e chi avere al mio fianco, Mi ripeto che é un periodo, speriamo non eterno.
martedì 24 marzo 2009
Senza fine
Senza fine, tu trascini la nostra vita e la nostra storia. Non mi lasci un momento di respiro, lecchi le mie ferite quando hai voglia, sparisci quando mi dovresti essere accanto. E io? Io sono un burattino nelle tue mani, mi impongo su di me e sulle mie scelte, ma alla fine, quando ti guardo, mi perdo. Siamo cosi'...ci perdiamo, ci riprendiamo. Ci sarà mai una fine?
lunedì 23 marzo 2009
E se la pace si facesse con una barretta di cioccolato?
Cammino per la strada piena di sole e sento tutto il bene che mi fa. Passo la notte migliore degli ultimi mesi, riscaldata dalle tue parole. Mi sveglio durante il sonno, ma non importa. Per una volta mi sveglio per la gioia di averti avuto vicino e non per la paura del futuro.
E cerco anche di fare la pace con una parte di me, con quella peggiore forse. Lo faccio lasciandoti una barretta di cioccolato, divisa a metà, come abbiamo sempre fatto. Ma te la lascio, non la divido con te, ridendo e scherzando, mi prendo la mia parte e me ne vado. E' andata cosi', ma questo non significa che non si possa vivere in pace. E io ho bisogno proprio di questo, di pace e silenzio, di giornate di sole, di amici ritrovati e persi. Ho bisogno di tutto questo per poter tornare a dormire in pace e a vivere con una certa spensieratezza.
mercoledì 11 marzo 2009
e il silenzio cadde
Il silenzio si é impadronito di noi e delle nostre vite. Non ha agito da solo, sono stata io a volerlo. Ancora una volta é cosi'. Sono io che un giorno mi sveglio e capisco che devo cambiare, che non posso più essere la stessa. Ho capito che davo troppo e ricevevo niente. Cosi' ho smesso di parlarti.
Il risultato? un benessere tutto mio, una tranquillità che avevo perso da mesi. I rapporti umani devono essere equilibrati. Si deve dare e ricevere allo stesso modo. Alla fin fine lo scambio deve essere lo stesso. Il nostro non era una rapporto equilibrato. Io c'ero sempre, tu no. Io ero la "donna ufficiale", come mi dicevi tu scherzando, tu una "persona speciale".
Tu all'inizio non hai accettato il mio silenzio, ma non ti sei neanche battuto per capire da dove venisse. Dopo pochi giorni ti sei rassegnato a questa nuova realtà. Incontriamo delle persone, camminiamo con loro, dividiamo con loro la nostra vita. Poi le perdiamo. Capita.
Non so se ci siamo persi per sempre o solo allontanati per un po', ma so che mi dispiace per tutto quello che abbiamo perso del passato e del futuro. Forse un giorno riusciremo ad avere un rapporto normale ed equilibrato e tu non sarai "l'uomo ufficiale". Io non ti tratterei mai cosi'.
Ma per ora, lasciamo lo spazio al silenzio.
giovedì 5 marzo 2009
Istruzioni per l'uso
Sul mercato ne esistono diversi tipi e uso il termine mercato in tono provocatorio.
C'é quello che definirei "boring man", il tipo con il quale esci a bere qualcosa e lui passa il tempo a parlarti di conti in banca, di tassi di interesse, di come trasferire i soldi da un conto all'altro per guadagnare. Tu lo guardi e ti rendi conto che non é male fisicamente, ma é da buttare per tutto il resto.
Poi c'é quello "Ponzio Pilato". Agisce impudentemente, colpisce e poi, quando reclami, ti guarda con gli occhi smarriti e ti dice "io? ma non me ne sono neanche reso conto" o ancora peggio si giustifica con un inascoltabile "io non volevo farti male". Tu lo guardi e ti dici che é meglio metterlo nell'archivio del cuore piuttosto che continuare a corrergli dietro.
Per non parlare poi di quello dal "messaggio destabilizzante". Colpisce al momento giusto, sa prevedere quando scriverti e cosa scriverti. Tu rimani spiazzata e inizi a crederci. Ma attenzione: appena cominci a essere tu ad essere la prima a scrivere, lui non ti risponde più. Il gioco é finito per lui, mentre tu inizi a perderti nei meandri delle supposizioni sul vostro amore mai concretizzato.
Ma il mio preferito é il "vorrei ma non posso", quello che ti fa credere che tutto potrebbe essere perfetto, ma guarda caso lui alla fine non puo' per qualche motivo poco chiaro e sconosciuto. Tu sei una persona fantastica, come sta bene con te non sta bene con nessuna, ma guarda caso, non puo' funzionare.
Infine, ciliegina sulla torta, ci sono due occhi in cui ti perdi: attenzione, spesso é quello giusto. Bisogna pero' avere pazienza, vedere se ci sono le basi per continuare a perdersi in quegli occhi il resto della vita. Dopo questo periodo di stage o prova che dir si voglia, prendilo e non te lo far scappare.
Per il resto, buona fortuna!
lunedì 2 marzo 2009
La mia strada
Adoro la mia strada, un'isola tranquilla in un quartiere colorato e vivace. Adoro le case, tenute male, quasi cadenti. Adoro la gente che ci abita, un misto fra immigrati mai integratisi e intellettuali bohèmiens. Per non parlare poi della casa dei puffi, una finestra al piano terra con una miriade di puffi, che cambiano in base al periodo dell'anno e che mi ricordano l'infanzia. Adoro i gatti che ogni martedi' sera invadono i marciapiedi, per farsi un giro, alla ricerca di prelibatezze fra le buste bianche di immondizia che aspettano di essere raccolte. Adoro la vecchina della casa all'angolo, quando in primavera si mette con la sua sedia sul marciapiede e chiacchera con tutti quelli che passano. Adoro il vecchino della casa di fronte, che guarda con esitazione fuori dalla finestra, nascondendosi un po' dietro la tenda. E' tutto un mondo, che vive e respira in un metro quadro di strada.